Facebook lancia il nuovo strumento per il marketing

Come influirà sul futuro il nuovo strumento di Facebook?

Chiedi a qualunque marketer quale sia la miglior piattaforma digitale per promuovere un brand e la risposta sarà quasi esclusivamente Instagram. Facebook Inc., che possiede Instagram dovrebbe essere contenta di questo. Tuttavia la compagnia possiede la propria piattaforma social che da alcuni anni sta diminuendo la propria popolarità. Una recente indagine mostrava che il 42% degli utilizzatori di Facebook asserisce di non visitare la piattaforma per diverse settimane o più, mentre il 26% afferma di aver cancellato la App dal proprio smartphone.
La migrazione di teenagers e giovani adulti fuori da Facebook ha spinto molti a parlare dell'inevitabile esodo dalla piattaforma da parte della cosiddetta Generazione Z.
Oltre a questo c'è da considerare il caso U.S. Election 2016/Cambridge Analytica che ha causato una drastica riduzione della fiducia degli utenti verso la politica sulla Privacy di Facebook. Si parla di una riduzione del 66%, un percentuale che che gli statisti definiscono come "significativa".
Facebook è chiaramente in un trend negativo, ma non colerà a picco senza lottare. E in tutta onestà una compagnia valutata 138 miliardi di dollari è tutt'altro che affondata. La compagnia ha diversi cambiamenti interni e i recenti annunci suggeriscono uno spostamento del focus aziendale.

Ancora il maggior numero di utenti, ancora la maggior influenza

Con tutte le cattive notizie sarebbe facile descrivere Facebook come una futura reliquia, ma potrebbe essere un grosso sbaglio. Nonostante un 42% di utenti abbiano "preso una pausa" da Facebook, parlando in termini di utenti attivi al giorno Facebook super di gran lunga Instagram: 1,47 miliardi contro i 400 milioni di Instagram. Snapchat, il beneficiario principale del famoso esodo da Facebook della Gen Z si posiziona con un distacco notevole con i suoi 191 milioni di utenti attivi al giorno. La figura seguente mostra il numero di utenti attivi di Facebook dal 2011 al 2018.

Facebook utenti attivi al giorno

Fonte dei dati: statista

Consideriamo inoltre la vicenda già citata del U.S. Election 2016/Cambridge Analytica: nel bene o nel male la campagna architettata e coordinata per creare divisione politica negli USA e influenzare l'elezione presidenziale ha avuto un'incredibile successo. Questo ha dimostrato come sia facile intaccare le percezione del consumatore quando sei a conoscenza dei dettagli della sua vita. Facebook, da parte sua, ha lavorato diligentemente per combattere questo tipo di vili campagne ed è abbastanza evidente che gli sforzi stanno funzionando. La stessa tecnologia che utilizza i tuoi dati per profilare chi sei per gli advertisers sta oggi portando alla profilazione di tutti gli account sospetti. Questi account sono finiti vittime del loro stesso gioco.

Tutto ciò rende il recente annuncio di Facebook riguardo al suo nuovo strumento Brand Collabs Manager meritevole di un'attenta valutazione.

Essenzialmente si tratta di un motore di ricerca dedicato all'influencer basato sui dati, che si posiziona in competizione diretta con tutte le piattaforme oggi esistenti che offrono lo stesso servizio. Di sicuro al momento Brand Collabs Manager funziona solo con Facebook e di conseguenza molte delle piattaforme concorrenti si sono concentrate su Instagram. Ma anche in questo caso il proprietario è sempre Facebook Inc. e tutte queste piattaforme per il marketing fanno riferimento all'accesso API per fornire i loro servizi. Non molto tempo dopo il lancio di BCM Facebook ha revocato l'accesso API a Deep Social, una piattaforma analitica per Instagram molto popolare e altamente stimata. Di fatto Deep Social ha chiuso definitivamente il suo business ma non sono state fatte dichiarazioni pubbliche al riguardo.

Si potrebbe perciò pensare che Facebook abbia giocato in anticipo rispetto alla suo approdo come piattaforma analitica per Instagram tagliando fuori l'azienda rivale che aveva un notevole vantaggio in termini di tecnologia di ricerca e analisi. È un'ipotesi verosimile. Si potrebbe però anche dire che Deep Social, piattaforma fondata da imprenditori russi, con la sua analisi dati scarsamente accurata per quanto riguarda influencer e pubblico, potrebbe aver spaventato una società come Facebook, già coinvolta in un grosso scandalo in materia di dati. Anche in questo caso si tratta di un punto di vista interessante. In conclusione possiamo dire questo:
Facebook potrà anche aver perso influenza sulle generazioni più giovani, ma ha ancora un'enorme influenza sulle aziende e sugli sviluppatori che vogliono lavorare intorno al suo ecosistema. E con una sola decisione ha il potere di chiudere intere aziende sulle quali non ha interessi e non intende prenderne il controllo. Ecco perché quasi tutti vogliono ancora lavorare con Facebook.
Il 77% dei marketer intervistati ha infatti affermato che nell'anno 2018 Facebook è stata la piattaforma più importante per le loro strategie di marketing, questo ancor prima che fosse aggiunto il nuovo motore di ricerca.

Con il lancio di BCM Facebook non ha soltanto indicato che è pronta ad entrare nel mondo dell'influencer business. Si potrebbe pensare che ci sia molto più di una piattaforma dominante che si avvicina alla più grande tendenza di marketing degli ultimi anni. Si tratta di qualcosa in più del far diventare Facebook il principale luogo di incontro tra influencer e brand. Questo andrebbe a discapito di Instagram, quindi di Facebook stessa. Dunque a che gioco stanno giocando?

I video hanno oscurato le star del Blogging

Ci sono alcuni fattori molto importanti da considerare quando si attribuisce a Facebook la fine dei giochi. Prima di tutto analizziamo questi dati, forniti da uno studio condotto da Cisco Systems:

  • Nel 2019 il video streaming raggiungerà l'80% del traffico web totale.
  • Nel 2021 un milione di minuti di video viaggeranno nella rete ogni secondo.

 

Sebbene questi numeri potrebbero sembrare esagerati, in realtà non lo sono. Questa è la promessa (o la minaccia, dipende dal punto di vista) di internet, come predetto 20 anni fa, adesso divenuta realtà. Questo mutamento lo abbiamo vissuto tutti quindi non c'è voluto molto perché Facebook abbia capito quale sia il vero business del marketing digitale.
Dunque Facebook non ha l'obiettivo di sostituire la piattaforma di social marketing n.1, Instagram. Il suo obiettivo è quello di sostituire la n.2: YouTube.

Lo scorso novembre la società ha annunciato il lancio di Facebook for Creators, un programma su due fronti rivolto a persone appassionate che desiderano salire di livello nella realizzazione dei propri video. Quando i creatori si iscrivono, ottengono l'accesso al sito web FBfC, una community online contenente risorse "How-To", accesso al supporto, notizie su prodotti e aggiornamenti e profili delle piattaforme di maggior successo di altri creatori. Possono anche scaricare una app che include strumenti per la creazione e modifica dei video, una casella di posta unificata per la gestione di commenti e messaggi su Facebook e Instagram e l'accesso a informazioni dettagliate e analisi del pubblico.
Che questo programma risulti identico a "YouTube Creators" non è un caso, e sottolinea chiaramente chi è il target di Facebook quando parla di "persone appassionate che fanno video fantastici": YouTubers di successo (molti dei quali hanno certamente pagine Facebook) che vogliono salire di livello e guadagnare ancora di più dai contenuti pubblicitari. Per capire la grandezza di questa crescita:

 

Questi numeri testimoniano la potenza del motore di ricerca pubblicitario di Facebook e il modo in cui utilizza i dati per aiutare le aziende a creare e distribuire contenuti in modi iper mirati. In questo momento stanno quindi scommettendo che il richiamo di tutti questi soldi porterà almeno alcuni grandi nomi, e il loro pubblico di Gen Z, verso il nuovo Facebook focalizzato sul contenuto video.

Cosa ci dobbiamo aspettare?

Per le start-up più piccole che hanno aperto la strada all'industria dell'influencer marketing software, l'ultima mossa di Facebook e l'ingresso tra i motori di ricerca dell'influencer potrebbe essere snervante. Se sei tra queste realtà considera però il fatto che non stanno inseguendo te. Facebook ha alzato il livello e ha impostato obiettivi molto alti, ma non per competere con aziende che sono una piccolissima frazione di quello che è Facebook. Questo non significa che puoi rilassarti e respirare facilmente: dovrai prendere atto dei cambiamenti e adattarti al mutamento del "territorio".

I social media saranno anche diventati popolari grazie ai nuovi modi in cui consentivano alle persone di connettersi con gli altri in tutto il mondo. Ma non è sostenuto finanziariamente dall'uso collettivo che ne facciamo. Sono sostenuti perché generano soldi, e guadagnano perché le aziende ottengono più valore dai loro budget pubblicitari rispetto a qualunque altro sistema. Con l'uscita di Facebook for Creators e Brand Collabs Manager, Zuckerberg e la società stanno cercando di affermarsi come una compagnia di media con una portata globale di oltre 2 miliardi di persone. Quando questi nuovi strumenti si faranno strada su Instagram, e lo faranno, la piattaforma sarà un affermato distributore di media multicanale.

La copertura di pubblico di YouTube è più difficile da definire perché non è necessario accedere per vedere qualcosa sulla piattaforma. Coloro che effettuano l'accesso comprendono 1,9 miliardi di utenti attivi mensili. Questo numero è sminuito dalle statistiche di Facebook, ma sono soltanto le persone che hanno effettuato l'accesso e non rappresenta un dato completo. Gli spettatori non registrati infatti vedono gli stessi annunci pubblicitari. In ogni caso, a parità di condizioni in termini di utenti, non possono competere con la quantità impressionante di dati che gli utenti di Facebook condividono volontariamente ogni volta che accedono. Sarebbe sciocco comunque considerare YouTube fuori dai giochi a breve, come considerare Facebook sull'orlo del precipizio. Se Facebook può potenziare il suo programma per attirare creatori di contenuti video, da parte sua YouTube può iniziare a raccogliere più dati e utilizzarli per attirare i marketers.

Siamo di fatto entrati in una nuova fase dei social media con maggiore enfasi sulla parola "media". Facebook e Google sembrano pronti a sfidarsi l'uno contro l'altro in una gara per dominare questo nuovo panorama mediatico, tutto nel tentativo di facilitare il tipo di contenuti sponsorizzati autentici e creati dagli influencer. Se l'influencer marketing non era stato pensato come un sistema di pubblicità mainstream, adesso lo sta diventando!

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