Colloqui da incubo, il selezionatore

Persone che non vorresti mai incontrare durante un colloquio di lavoro

L'inadatto

Rientrano in questa categoria i selezionatori improvvisati ovvero i titolari di un'attività che personalmente eseguono un colloquio pur non avendo la minima capacità comunicativa e ancora meno capacità di valutazione (spesso persone che hanno ereditato la posizione dal padre).

Ricordo a tal proposito il titolare di un'agenzia che voleva mettersi ad offrire un nuovo servizio e quindi cercava un commerciale che gli regalasse nuovi clienti per questo servizio. Vi descrivo il luogo in cui ho effettutato il colloquio: ufficio in cui accedo passando per un corridoio buio con un cane (brutto, e io amo i cani). La stanza in cui mi accoglie il titolare è buia, scrivanie e arredi vecchi in legno pregiato (era la scrivania del nonno?). Oggetti di ogni tipo dappertutto ma la ciliegina sulla torta è la parete dietro alla sua scrivania, completamente tappezzata di foto ricordo dei viaggi del tizio nel mondo. Saranno state 200-300 foto, una cosa singolare.
Cosa devo capire io da te titolare che ti presenti con questo "vestito"? Nulla, perché decido di non abbandonarmi alla nobile arte della deduzione, cerco di non giudicare e ascolto le sue parole con attenzione. Mi faccio spiegare il suo "progetto interessante" dato che lui si dimostra ben disposto nei miei confronti.
Nonostante tutto il buon impegno e la pazienza nell'ascoltare mi rendo conto dell'improvvisazione dell'attività proposta, dell'enorme dfficoltà nel commercializzare quell'offerta, ma soprattutto mi chiedo: "ma come fa uno del genere a tenere in piedi un'attività?" (domanda assai frequente durante i miei colloqui). Non trovo mai una risposta concreta, comunque a lui spiego che ci penso e gli faccio sapere entro il giorno dopo (gli risparmio una brutta figura e non gli dico nulla "a caldo"). Il giorno dopo lo chiamo e gli dico gentilmente che non mi interessa. Fine.

Troverai spesso l'inadatto a farti un colloquio, puoi passarci sopra solo se il lavoro è davvero interessante o ha caratteristiche per te indispensabili. Altrimenti lascia perdere, dovrai rispondere del tuo lavoro a quell'inadatto. Auguri.

Il tossico esaltato

No, non sto esagerando. Hai mai visto uno di quei servizi televisivi in cui ci sono gruppi di giovani ben vestiti riuniti in gruppi con musica "a palla" al ritrovo mattutino in ufficio? Bene, questi esseri mitologici esistono davvero.

Un bel giorno mi presento al braccio destro del responsabile di uno di questi gruppi (non sapendo nulla), una ragazza della mia età, molto rapida che mi chiede le cose essenziali, cerca di capire un attimo chi sono, e mi dice che vuole presentarmi al titolare perché è molto propensa per la mia candidatura. Mi assegna un tutor per la giornata e mi dice che ci rivediamo la sera (ovviamente non sapevo nulla di qesto procedimento, ma incuriosito da questo assurdo ambiente decido di stare al loro metodo, quantomeno per capire fino in fondo dove vogliono arrivare).

A fine giornata, decido di andarmene senza passare dall'ufficio ma vengo invitato con insistenza a parlare in ogni caso col titolare, al che ho deciso di perdere altri 10-15 minuti del mio tempo e sono salito in ufficio.
Il titolare si presenta con abito elegante, aspetto "gonfio" e sudorazione evidente. Sulla quarantina, capelli dritti e gel a volontà... Avendo saputo che non ero interessato, ma avendo interesse lui ad avermi nel suo gruppo di lavoro, mi chiede se sono ambizioso, quanto voglio guadagnare al mese, mi dice che lui può farmi fare carriera come ha fatto col suo "braccio destro" menzionato prima, e che devo solo dare il mio contributo. Tutto questo me lo dice interrompendo le mie risposte di continuo, gesticolando all'infinito, spazientito sulla sua poltrona (con musica in sottofondo ovviamente). Gli faccio capire con educazione che non c'è nessuna possibilità che io lavori per lui, saluto e me ne vado.
Mi lascio così alle spalle, un pazzo, un branco di ragazzini dai 18 ai 23 anni esaltati senza alcuna ragione (ma un'idea me la sono fatta) e una giornata buttata al vento.

Il multilevel marketer convinto

Si tratta di una razza che negli ultimi anni si è ampiamente diffusa grazie ad alcuni de più noti network di vendita in Italia. Li riconosci subito perché hanno tutti le stesse caratteristiche: non fanno parte di un multilevel e te lo dicono subito, sia mai che tu lo pensi per sbaglio; hanno un sacco di soldi, stanno acquistando la casa nuova al mare, hanno appena cambiato auto; il tuo guadagno è assicurato; il lavoro inizialmente si concentra su stilare una lista delle persone che conosci e sostanzialmente tirarle dentro per questa nuovissima opportunità di lavoro. Ricorda bene questa parola perché sarà ripetuta all'infinito. Tu hai una grande opportunità per le mani, saresti uno stupido a fartela sfuggire. Ah, dimenticavo, un tutor ti aiuterà in tutto il tuo percorso di crescita. Il lavoro lo puoi "comodamente" svolgere nel tuo tempo a disposizione.
Avrei un sacco di cose da dire sull'argomento, ma mi limito a citare alcuni aspetti legati a chi ti seleziona per il lavoro.
Quando ti dice che il sistema è meritocratico, leggi tra le righe che per questo motivo, più o meno sarai in competizione con gli altri; ci sarà sempre un modello da seguire che fa un sacco di contratti, che viaggia forte e da cui devi imparare. Poi non ti dicono che spesso è il loro tutor stesso che gli lascia i suoi contratti così da raggiungere i bonus mensili.
Il multilevel marketer convinto inoltre non ti darà mai ragione, ricordatelo, ma per ogni domanda avrà lui la soluzione che ti risolve il problema o il dubbio, "tu non ti preoccupare", ti dirà. È più forte di lui, deve convincerti e utilizza tutte le tecniche di vendita che gli vengono in mente.

Il general manager "old school"

In questa categoria rientrano tutti quei titolari d'azienda vecchio stampo che conoscono bene il mercato in cui operano, conoscono bene il valore del lavoro, e sono abili nel gestire il dipendente come vogliono loro. Può piacere come no, a me piace.

Si tratta di persone serie e responsabili che devono essere trattate con il giusto rispetto, perché anche loro te lo mostrano appena capiscono che sei serio anche tu. Li riconosci perché ti fanno domande dirette, chiare e ti spiegano in modo sufficiente ma conciso quello che si aspettano da te, quali sono i metodi utilizzati in azienda e quanto verrai pagato per quello che fai. Non avrai sorprese da queste persone, quello che dicono lo portano a termine, lo stipendio a fine mese è un dovere per loro. Certo, la selezione in questo caso è molto severa, anche se non hanno abitualmente problema ad allontanare individui problematici, sono anche molto attenti a chi si mettono "in casa" quindi devi catturare la loro attenzione in qualche modo, altrimenti, sei uno dei tanti candidati e non fai per lui.
Probabilmente il rapporto che ne consegue sarà di amore e odio, perché le regole le detta lui, e siccome è il capo, probabilmente non le cambierà mai. Ma se sei stato scelto e il lavoro ti piace, probabilmente passerai in azienda gran parte della tua vita (compreso il sabato). Sono scelte di vita.

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