Guida: affrontare il colloquio

Come affrontare il colloquio di lavoro senza timori

Per affrontare l'argomento devo fare una doverosa premessa: considerare il rapporto tra lavoratore e azienda. Negli ultimi anni, grazie alle difficoltà e alle conseguenze della crisi la figura del disoccupato agli occhi del Responsabile del Personale di un'azienda è diventata come "un pesce alla disperata ricerca di cibo, in un lago artificiale, pieno di avidi pescatori". Ho reso l'idea? Mi spiego meglio.
Metti insieme un padre di famiglia disoccupato, un'azienda in crisi che fatica a sostenere le spese, la scarsa offerta di lavoro da parte di aziende con numero di commesse al minimo storico, aggiungi l'enorme domanda di lavoro da parte del cittadino esasperato, metti tutto nel mixer per 5 anni e che cosa ottieni?

  • Supervalutazione del posto di lavoro (8-10 ore/gg a 700€/mese, prendere o lasciare tanto trovo un altro che accetta al tuo posto)
  • Totale svalutazione del valore del lavoratore (l'importante è ridurre al minimo le spese, tanto le competenze non posso valorizzarle sullo stipendio)

Se l'azienda decide di assumere probabilmente chiederà varie specializzazioni, esperienze di 5 anni dimostrabili in settori diversi, cercherà giovani tra i 19 e i 29 anni, e se fai parte delle categorie protette sei il top.
Battute a parte, comprendo bene le dinamiche che hanno portato ad una situazione di questo tipo; anzi, sarò sempre dalla parte degli imprenditori purtroppo sovraccaricati da oneri fiscali e spese esorbitanti, quindi mi limito a considerare i fatti, non sto incolpando nessuno.

La domanda è: come affronto un colloquio in questo bel clima?

Le basi

Un colloquio di fatto è il momento in cui io persona in cerca di un'occupazione mi presento all'azienda che cerca personale.
È essenziale presentarsi in modo serio e dignitoso. La signora azienda Tal dei Tali non mi conosce, non mi ha mai visto di persona, e non sa che tipo di persona io sia. Ci sono naturalmente tipi di lavoro differenti, ma in genere prima di andare ad un colloquio è buona norma rinfrescare il look, farsi una bella doccia, indossare un abito decente che trasmetta un senso di pulizia e ordine, camicia stirata e scarpe adatte.
Se sei tra coloro che pensano che "l'abito non fa il monaco" neanche durante un colloquio, voglio raccontarti la mia esperienza sperando possa esserti utile.

Ho effettuato un colloquio per una ditta nel settore dei servizi di vigilanza. Trovo una persona stranamente "corretta" a cui ho anche fatto i complimenti prima di andarmene per come aveva parlato al gruppo di cui facevo parte (si, colloquio di gruppo). Dei 6 del gruppo, io ero l'unico con pantalone e scarpe eleganti, camicia, cravatta e giacca casual grigia. Per il resto c'erano un paio di persone con polo e jeans, uno con la tuta da lavoro, uno in camicia e giacca, e un genio che non dimenticherò mai con una divisa da guardia (come se il fatto di presentarsi in tenuta da vigilante gli desse qualche chance in più di essere preso).
Il punto è che quando ho chiesto di parlare con la responsabile in privato, lei stessa prima di tutto mi ha chiesto cosa ci facessi lì precisando che la paga era talmente misera che "non valeva la pena fare un lavoro del genere".
Se fosse stato un lavoro adatto non avrebbe avuto dubbi a integrarmi nella sua azienda, in piccola parte anche grazie al modo in cui mi sono presentato.
L'aspetto personale conta, sempre!

Gestire l'ansia

Che tu sia giovane o meno giovane, se sei lì a quel colloquio che tanto aspettavi, è evidente che ci tieni o almeno ti interessa qualche aspetto di quel lavoro. In caso contrario non ci andare nemmeno, ti risparmierai perdita di tempo, irritazione e sorprese.
Ma come gestire il momento prima di parlare col tanto temuto "selezionatore"?
Semplice, rifletti su fatti oggettivi: quella persona ha i tuoi stessi problemi (mentali/fisici) è stressato come te, vuole andare a casa ad una certa ora, e se trova davanti a sé una persona tranquilla e magari anche socievole, ha fatto bingo. Se hai l'appuntamento alle 4 del pomeriggio e ti dice che è dal mattino che valuta candidati, probabilmente ne ha già viste di tutti i colori... Almeno tu rendigli la vita facile, giocati questa carta.
Può sembrare strano o forse difficile, ma capire chi è la persona che abbiamo davanti, le problematiche dell'attività che sta svolgendo in quel momento, tenere conto dell'orario e altre sfaccettature ci aiutano ad avvicinarci alla persona ma anche ad allentare la tensione, perché siamo consapevoli di chi c'è realmente seduto davanti a noi: una persona come me e te. Durante un colloquio è essenziale.
È vero, non tutti i selezionatori sono dello stesso tipo. Analizziamone alcuni in questo articolo in cui parlo dei miei colloqui da incubo.

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