Social: le basi per principianti e non

Che cos’è un social?

Oggi potremmo definire un social come una piattaforma multifunzionale popolata da migliaia, milioni di utenti che interagiscono tra di loro scambiandosi informazioni. Quando un social è popolare si può parlare di una comunità vera e propria.

Per esistere un social deve avere l’elemento più importante: l’utente. L’utente si registra ad un servizio, ne accetta le regole e quindi si iscrive alla comunità esistente.

Che tipo di comunità? I social possono distinguersi in base al tema principale. Ad esempio ci sono alcuni social molto popolari come Instagram e Pinterest che sono concepiti per la condivisione di foto, immagini o progetti creativi e contengono anche editor per la modifica delle stesse.
Altri sono concepiti per la pubblicazione di brevi pensieri (micro blogging) che possono contenere testo e file multimediali; i più famosi sono Twitter e Tumblr.
Altri ancora sono dei veri e propri “archivi” dove l’utente inserisce all'interno di una pagina web personale i propri pensieri, le proprie foto, i propri video, le proprie informazioni ma condivide anche quelli degli altri, dando quindi una possibiltà esponenziale alle informazioni di viaggiare in rete. I più conosciuti sono Facebook e Google+.
Un social molto importante che si occupa invece di creare delle vere e proprie reti di professionisti del lavoro è LinkedIN.

Ma che senso ha partecipare ad un social network? La risposta è semplice

Il social network ha ridotto gli spazi, abbattuto le barriere, favorito lo scambio di notizie in tempo reale, escluso il filtro che normalmente i media applicano alle notizie...e molto altro. I più superficiali diranno che l'utilizzo dei social è solo una perdita di tempo e in parte può essere comprensibile; ma voglio fare alcune considerazioni.

Sei un professionista di un settore e vuoi conoscere realtà a te vicine, fornitori, competitors dal tuo smartphone? LinkedIn è il social che ti può aprire un mondo di opportunità, far conoscere altri professionisti, fare domande, leggere guide ed esperienze. Ma anche reclutare un professionista per la tua attività in base alle sue competenze nonché fare pubblicità per la tua azienda. Bello no?

Sei un professionista del settore grafico/design/foto o un appassionato di fotografia/natura/stile? Oltre a LinkedIn i vari social che si basano sulla grafica digitale contengono milioni di immagini che possono esserti utili come idee, spunti per i tuoi progetti, tutto gratuitamente. Niente male.

Sei una persona con una famiglia molto numerosa, hai un sacco di amici in tutto il mondo e non sai come tenerti in contatto con loro? Facebook o Google+ fanno al caso tuo. Se anche loro sono iscritti e aggiornano periodicamente le loro pagine come fai tu, potrai essere aggiornato sulla loro vita anche a miglialia di km di distanza, il tutto senza spendere decine di euro in chiamate telefoniche, ma soprattutto potendo accedere a messaggistica istantanea, foto e video dei tuoi parenti in modo del tutto semplice. Ti sembra poco?

Anche se non è annoverabile tra i social è giusto citare la piattaforma per la comunicazione istantanea più diffusa negli ultimi anni, dal 2016 di proprietà di Mark Zuckerberg (presidente di Faceboock inc.) e cioè Whatsapp.

Bene, avrai capito che i social, a causa delle loro enormi potenzialità hanno rapidamente preso piede nella popolazione mondiale, portando innumerevoli vantaggi agli utenti che si trovano a poter gestire una quantità enorme di informazioni sempre nuove direttamente dai propri dispositivi.

Social network: è tutto oro quello che luccica?

Concentriamoci sui social "puri" come Facebook e Google+.
Per la loro natura permettono agli utenti di inserire le proprie informazioni personali (come telefono, data di nascita, indirizzo) oltre alle proprie foto, ai video registrati e ai propri testi.

Bene ora pensa che l’utente può avere 13 anni, come 40 come 70, può essere un cittadino onesto come un delinquente, può essere davvero chi dice di essere, ma può indicare anche dati personali falsi, compreso nome e cognome. L'utente può utilizzare il social per condividere informazioni, ma anche per reperire informazioni di altri per le ragioni più varie. L’utente può cercare di vendere dei prodotti, può fare propaganda politica, può istigare la lotta ai criminali, ma può anche istigare alla rivoluzione, oppure scrivere articoli diffamatori su qualcuno.

Quello che voglio dire è che oggi i maggiori social sono diventati una vera e propria jungla di informazioni, dove il vero e il falso sono abilmente camuffati per proporre il messaggio che più ci piace. Brutto no?

Ma come, non hai appena detto che i social hanno grandi vantaggi?

Certo, ma siccome l’utente è vario anche i contenuti lo sono e quindi è indispensabile saper fare un uso corretto del social, spesso filtrando le informazioni.

Qualcuno dirà: “Ma ogni social ha delle regole che impediscono di pubblicare certi contenuti, si possono bloccare gli utenti sospetti, e si possono stabilire anche delle regole su chi può vedere le mie informazioni, le impostazioni di privacy e poi non mi fido mica di tutto quello che vedo.” Concordo, ma....

Il problema dei contenuti

Naturalmente gli ideatori di Facebook hanno dei moderatori come ogni forum che si rispetti che scansionano i contenuti nuovi per verificare che non siano in contrasto con le regole imposte all’utente.
Facciamo un esempio: se l’utente arabo di turno fa un video in cui decapita 10 occidentali, lo carica su un server privato e lo pubblica su Facebook, entro breve Facebook censurerà quel video così che non sia disponibile sulla rete. Si ma quanto ci mettono a farlo? Prima che il video sia censurato in quanti lo avranno già visto o condiviso su Facebook? Non importa il tempo che ci mettono, perché per quanto veloci siano a farlo, la rete è più veloce, molti utenti comunque lo vedranno e condivideranno a loro volta su altri strumenti.

Il problema degli utenti

C’è chi come me si collega solo con utenti che conosce anche nella realtà (a meno che non si tratti di lavoro), ma c’è anche il dodicenne di turno che accetta le “amicizie” da qualunque altro utente perché deve far vedere ai compagni che nel suo profilo ha raggiunto i 1000 “amici”. Poco importa se 10 sono pedofili, 30 sono ladri che cercano di reperire informazioni sulle abitudini della famiglia e un paio vogliono solo conoscere la sorella…

Non tutti gli utenti sono chi dicono di essere; è vero che posso non accettare una richiesta di amicizia, o segnalare e bloccare un utente sospetto, ma su milioni di utenti c’è chi si farà del male, garantito. Avete mai visto il programma su MTV “Catfish” dove le persone scoprono di essere state prese in giro da altri utenti sui social? Ecco...pensate che ci hanno fatto anche un programma tv…

Il problema della privacy

Facebook come altri social, nel tempo ha modificato i propri parametri per rendere più sicuri i profili e impedire che i nostri contenuti possano essere visualizzati da chiunque nel mondo senza limiti.
Nelle impostazioni della privacy è oggi possibile applicare molti filtri in cui impediamo o permettiamo ai nostri contenuti di essere visibili. Bene, problema risolto. E invece no.

Questi strumenti sono ottimi per chi è pratico, ma l’utente medio non lo è, o comunque non ne capisce l’importanza e in molti casi non vuole usare questi strumenti o filtri. Facciamo alcuni esempi.
Secondo voi il 17enne pseudo DJ che vuole raggiungere 10.000 like sulla sua nuova traccia audio metterà dei filtri che limitano la visualizzazione della traccia a persone che di fatto non conosce? Certo che no, sarebbe un controsenso. Ma questo lo espone ad essere contattato da chiunque…
Oppure, la donna sola 50enne (o l'uomo viva la par condicio) in cerca di “avventure” metterà dei limiti a chi può vedere le sue foto dell’ultima estate al mare? Ne dubito…
O ancora, la 12enne che ha Facebook sullo smartphone, secondo voi si pone il problema della privacy? Pensate al problema delle baby squillo e rispondete sinceramente…

Quindi anche se i social mettono a disposizione gli strumenti per “proteggere” l’utente, se poi l’utente stesso non ne fa buon uso… problemi suoi.

Il problema dell’informazione

Chi utilizza i social sa che la quantità di informazioni che può visualizzare sono veramente altissime, ogni giorno. Ma sono tutte attendibili? No. Facciamo degli esempi.

Immaginiamo che un mio “amico” abbia condiviso un video dello zoo in cui una scimmia scoppia a ridere. Probabilmente lo guardo, rido anche io e non mi pongo il problema dell’attendibilità del video, o dell’esistenza di quello zoo.

Ma se leggo che il presidente di tale nazione ha ordinato una certa azione militare perché il suo alleato ha subìto un torto da quel paese… prendo la notizia per vera o cerco di verificarne la fonte? E poi sono realmente in grado di verificarne la fonte? Ti rispondo io, probabilmente non ne sei in grado.

Una moltitudine indefinita di notizie sui social sono “fittizie”. Sai perché? Te lo spiego in breve: ci sono persone che di lavoro creano articoli con l'unico scopo di essere letti da più persone possibile.
Se io ho un sito e voglio che molte persone vengano a visitarlo, una tecnica diffusa è quella di scrivere una notizia “bomba”, condividerne poche righe sui social, in modo che chi vuole leggerla per intero venga sul mio sito. Io ho generato traffico e ho fornito una grossa e succulenta bufala. Niente di più. Chiaro? È una strategia per generare traffico sul mio sito solo che tu non lo sai.

Ecco spiegato il numero impressionante di post sui personaggi famosi del momento; dopo poche righe questi post ti invitano a cliccare su un link che rimanda indovina dove? Sul blog di qualcuno che ti sta usando per aumentare le visualizzazioni pagina e non solo. Sicuramente ha dei banner pubblicitari attivi (si, sta anche guadagnando soldi veri). Ma quanto guadagneranno mai? Beh, una miseria per la singola visualizzazione, ma pensa a un milione di utenti che visualizzano l’articolo dell’ultimo presunto gossip di Belen… iniziano ad esser soldi.

In conclusione

Allora l'utilizzo dei social network è utile o no? Lo stabilirai tu in base alle tue preferenze. Certo è che dobbiamo farne un utilizzo consapevole, evitando la diffusione incontrollata delle nostre informazioni personali, nonché la diffusione di notizie infondate. Dobbiamo imparare ad analizzare i contenuti con un occhio critico per non credere a tutto ciò che leggiamo.

Non dimentichiamo il fattore tempo. Il tempo è il nostro bene più prezioso, se ci accorgiamo di passare ore ed ore a leggere, condividere, taggare, commentare, chattare magari con persone che neanche conosciamo, forse è il caso di rifletterci un po' su.

Per ora utilizzo i social, o meglio, gli elementi dei social che mi interessano.

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